sabato 29 luglio 2017

Giugno lugno agogno

Sai cos'è il caldo?
Il caldo è una copertura, così come il freddo è una mancanza.
D'estate siamo parecchio coperti, già la pelle ci basta e vorremmo anche togliercela da dosso. Ma non si può. L'epidermide è l'ultimo scudo che ci appartiene per sempre, al massimo col tempo può cambiare ma non ci abbandona mai.
Sulla spiaggia rovente delle due del pomeriggio la pelle più o meno coperta dei bagnanti ha le colorazioni più diverse e disparate.
Sotto un ombrellone a pochi metri dalla riva due ragazzi litigano. Dove troveranno la forza per farlo, con questo caldo, non è dato sapere.
Lei si alza e si butta in acqua, lui rimane sdraiato a piangere sotto gli occhiali da sole. Lei torna, si asciuga e dopo qualche minuto se ne va. Inciampa, si scheggia un ginocchio sul vetro e sanguina, ma sembra non farci caso. Lui rimane in acqua a guardare la scena, senza intervenire. Con questo caldo, dopotutto è comprensibile.
Nel lido accanto lei riesce a farsi prestare un cerotto e un po' d'acqua ossigenata. Medicata alla bell'e meglio si inerpica per la leggera salita che conduce alla stazioncina semi deserta di paese. Un paio di venditori ambulanti aspettano il suo stesso treno, quello delle 16 e 10.
-Senti, non è che ti serve un cellulare?
Un attimo dopo il vecchio Samsung che lui le aveva regalato due anni prima ha un nuovo, felice e sorpreso, proprietario. La sim, rimossa, chissà come è atterrata proprio sul binario più vicino alla banchina, la rotaia del treno in arrivo la distruggerà per sempre. Se deve finire una cosa, finisca con tutti i cordoni ombelicari che la legano al passato. Tanto farne una nuova è un attimo.
Il treno arriva, lei prende posto nello scompartimento reso freddissimo dall'aria condizionata. Qui dentro, pensa, oltre alla pelle serve anche una felpa che ora non ha.
Lui è ancora in spiaggia. Il tempo di riprendersi chè non è facile essere lasciati e abbandonati a due settimane da ferragosto con il volo per la Grecia già prenotato. Raccoglie le sue cose e se ne va pure lui alla stazioncina. Aspetta il treno, per fortuna non c'è nessuno. Sarà più facile buttarsi sul binario appena arrivato il treno, e distruggersi come una sim, quella con cui si sono parlati per tanto tempo. Il treno è in orario, sente il fischio sempre più vicino, quando è a pochi metri si butta chiudendo gli occhi. Il macchinista, com'è ovvio, non ha nemmeno il tempo di pensare.