domenica 18 settembre 2016

07:51

Si dice che l'orologio più preciso al mondo sia quelo custodito nelle cavità di un monte sconosciuto ed inaccessibile ai più, regolato sul decadimento di un atomo di Cesio o non ricordo bene cosa, che ogni anno perde tipo un miliardesimo di secondo, però si dice anche che non sia comodissimo da portare al polso.
E poi esiste gente come me che ha l'orologio biologico caricato ad ansia, che almeno dieci minuti, ma anche venti, ma anche un'ora prima della sveglia settata sul cellulare (quante cose hai mandato in pensione? navigatori, lettori musicai, orologi) sono già lì a fissare il display, con soddisfazione crescente a seconda di quanto resti da dormire ancora. Dormire, o per meglio dire sonnecchiare. Ci sono momenti in cui mi ritrovo a pensare : ma sto dormendo oppure no? La risposta la si ottiene focalizzando su quello che visualizza la mente in quel momento : se c'è qualcosa che rompe le leggi della fisica (tipo volare, oppure una vita soddisfacente) è probabile che si stia ancora dormendo.
Quel mattino con la sveglia alle otto alle 07:51 avevo già gli occhi sbarrati. Per un treno in partenza alle nove il tempo di alzarsi, preparare la colazione e raggiungere la stazione un'ora era più che sufficiente. Così rimanei nel letto disattivando però l'urlo della sveglia, ovvero il suono della disgrazia incipiente.
Alle otto il solito balzo felino, scatto da centometrista fino al bagno, acqua fredda sul viso, asciugatura, caffè, news sul telefono, doccia e via. Nella nebbia di un mattino si schivano in fretta le persone, tutte uguali ed identiche a me. Anche sul treno sono tutti uguali ed identici a me, abbiamo anche lo stesso quotidiano, qualcuno anche le mie scarpe. Prendo il cellulare per controllare l'ora di partenza, ma vedo che il display segna sempre le 07:51. Penso ad un blocco, spengo, riaccendo, ma niente, sempre le stesse cifre su display. Premo il bottoncino del reset, tutto il resto funziona, ma l'orario resta lo stesso.
Il treno parte, non so se in orario o meno. Il mio orario dice di no, il resto dice di sì.
Passa il controllore dopo una mezz'oretta. Mi chiede il biglietto. Lo legge e mi dice che la prenotazione è per il giorno dopo. Sono in anticipo di ventiquattro ore. Pago la multa e scendo in un posto che non conosco. Il cellulare segna sempre le 07:51 e il sole adesso splende alto in cielo. La stazione in cui mi trovo ha solamente un binario e non ha manco il display dei treni in partenza. Sembra che mi abbiano fatto scendere in una stazione abbandonata solo per liberarsi di me. Mi avvio verso l'uscita, fuori è piena campagna, e l'orologio sull'ingresso segna sempre le 07:51. Forse è fermo da tanto tempo, ma mi sembra strano che segni lo stesso orario del mio cellulare che, manco a dirlo, è ancora fermo a quell'orario. Non più pallida idea di come tornare a casa, visto che la stezione in cui mi hanno abbandonato non ha nessun treno in partenza, e per di più fuori non c'erano nè taxi nè corriere nè esseri umani a darmi informazioni. La sagoma in lontananza di un campanile mi suggerì la presenza di un paese, o di almeno qualche essere vivente. Cominciai a camminare, il caldo si faceva sentire e così mi tolsi la giacca. Per circa mezz'ora non trovai altro che campagna, campagna e campagna. Arrivai al campanile col sole alto, forse era quasi mezzogiorno, ma 'orologio alla sua cima segnava inesorabilmente le 07:51. Non c'era nessuno in giro, non c'era nessuno nei bar tutti chiusi, nella chiesa vuota ma aperta, non c'era nessuno da nessuna parte, ed il cellulare fisso sulle 07:51 non aveva nemmeno campo. Mi sedetti su una panchina, avevo anche fame ma anche tanto sonno e tanta stanchezza e mi addormentai. Sognai una distesa immensa di orologi che segnavano le ore più incredibili, e poi una frase scritta con lo spray su un muro : anche un orologio rotto segna due volte al giorno l'ora esatta. Mi sveglia dopo un sogno lunghissimo, ed erano naturalmente le 07:51. Faceva freddo, c'era la solita nebbia. Mi sciaquai la faccia sotto una fontanella e capii che qualcosa era cambiato. Il campanile ora segnava le 07:55, cos' come il mio cellulare. D'istinto mi avviai verso la stazione, e lì trovai lo stesso treno che mi aveva lasciato lì il giorno prima. Salii, il treno partì. Il controllore guardò la mia prenotazione, e non disse altro che : buon viaggio!