domenica 20 dicembre 2015

Km 65

Appena entrato in autostrada si accorse del cartello luminoso a cavallo della carreggiata che indicava a caratteri cubitali "incidente al chilometro 65" con tanto di sagome stilizzate di due auto rosse incartocciate una dentro l'altra. Non ci fece caso, mancavano ancora una cinquantina di chilometri e naturalmente non c'erano segni di code e/o rallentamenti.
Il telefono squillò ed automaticamente l'autoradio si spense facendo partire il vivavoce.
-ciao
-dove sei?
-in autostrada. ho un appuntamento con un cliente.
-anche io, sto tornando in ufficio.
-hai letto il cartello? c'è un incidente al chilometro 65. fai attenzione.
-non ci ho fatto caso. comunque qui tutto sotto controllo. ci vediamo a pranzo al solito posto, ok?
-ok, a dopo.
-ciao
-ciao.
Chilometro 35 e fin lì tutto bene. Una pausa caffè sigaretta e pisciatina ci stava tutta, era ancora presto. E se c'era l'incidente poteva sempre uscire allo svincolo precedente e continuare sulla statale. Si si, avrebbe fatto così, la giornata era bella, nemmeno una nuvola all'orizzonte, l'aria era quella frizzante di metà dicembre.
Mise la freccia ed entrò nel parcheggio dell'autogrill. Qualche pullman di anziani in gita, qualche suv di coppie benestanti, qualche utilitaria, i soliti tir rumeni. Entrò e mentre era in fila alla casa dal totem della società autostrade rilesse di code in aumento per il solito incidente al chilometro 65. Pagò il caffè, e prendendo il resto chiese al cassiere cos'era successo di tanto grave, se fosse qualcosa di cui preoccuparsi e se magari era il caso di uscire dall'autostrada. Lui rispose che non ne sapeva nulla e che non aveva letto nulla. Stava per ribattere "guardi che lo dice il monitor" ma un altro avventore, particolarmente frettoloso, lo pregò di farsi da parte. Quando si girò per andare al bancone del bar sul totem non c'era più traccia della segnalazione, ma solamente le previsioni del tempo. Sole e temperature nella media per tutta la settimana. Prese il caffè, uscì fumando distrattamente guardando il cielo e dimenticò di pisciare. Si rimise in moto, diede di nuovo un'occhiata al tabellone luminoso che indicava il solito incidente e code in aumento, stavolta.
Era al chilometro 55, praticamente al punto di non ritorno. Poteva uscire ed evitare la coda, oppure continuare sperando che nel frattempo polizia stradale e vigili del fuoco avessero rimosso l'ingorgo. Per pigrizia continuò, anche perchè delle code non se ne vedeva nemmeno l'ombra. Era ormai giunto al chilometro 64 e 500 quando qualcosa attirò la sua attenzione, un piccolo frammento luminoso sul tappetino lato passeggero lo catturò come avrebbe fatto come con una gazza ladra. Provò ad allungare il braccio cercando di mantenere gli occhi fissi sulla strada ed il volante dritto, ma non riuscendoci fu costretto a piegarsi leggermente a destra. In quel secondo di distrazione non si accorse che piegandosi portò con sè anche il volante, che fece sterzare bruscamente l'auto verso la corsia d'emergenza. Il tir che viaggiava sulla prima corsia non ebbe il tempo di frenare colpendola in pieno, spingendola verso lo spartitraffico in cemento. Si fermò esattamente in corrispondenza del cartello "65".

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