domenica 22 novembre 2015

Doppio senso

Lungo i viali tu del loro nulla che ne sai, i segnali spesso non significano mai (Baustelle - Il Nulla)

-E non dimenticare le cipolle, che mi servono per il risotto!
-Ok.
Io lavoro, e nel tragitto di ritorno a casa debbo fare anche la spesa. Lei sta a casa, ha il supermercato sotto casa ma non può truccarsi per scendere a fare la spesa. Come se il trucco fosse necessario all'acquisto.
Infatti di solito alle casse la cassiera chiede, prima della tessera fedeltà : fondotinta? no mi spiace, oggi no. allora la carne passa a prezzo pieno.
Strada provinciale 1, detta anche "degli americani", detta anche "doppio senso". Un lungo taglio che dalle falde del Vesuvio conduce direttamente al lago Patria. Detta così sembra quasi una didascalia di un depliant di un'agenzia di viaggi, ma la realtà, per chi la conosce, è tutt'altra cosa. Sembra quasi che un gigante invisibile abbia scaricato cemento ed asfalto in modalità totalmente random, tale è l'assenza di una seppur lieve parvenza di bellezza. Megastore, megacinema, megapub, megaristoranti, megahotel, megarotturadipalle. Comincia pure a piove, e secondo una delle più note leggi della termodinamica (peraltro mai scritta) il traffico aumenta in maniera direttamente proporzionale all'aumento dei millimetri di pioggia. Chiuso nell'abitacolo con l'autoradio a palla mi sento come un pesce in un acquario, mentre proseguo a 6/7 chilometri all'ora. Per fortuna il discount è qui. E naturalmente non ho l'ombrello. Riesco a parcheggiare in prossimità della porta scorrevole del supermercato, così mi becco solo qualche schizzo d'acqua gelida. Prendo le cipolle (bianche, gialle, rosse, ma che si fotta), pago, sono l'unico cliente e la cassiera si rompe pure il cazzo di battere uno scontrino per soli 69 centesimi. Le faccio notare che ne può fare anche a meno ma sorridendo mi mostra l'apparecchio e mi dice che non è possibile. Ok, il capo sei tu. Magari, mi risponde. Vabbè, ha voglia di chiacchierare e io non mi voglio intrufolare nella sua vita. Esco. Smette di piovere, le nuvole improvvisamente si aprono e un raggio di luce squarcia il cielo nero. Mi commuovo interiormente per aver partorito per me solo quest'immagine poetica e riparto. Si fa per dire. Esco dal parcheggio e il traffico è completamente bloccato. Sarà un incidente. Accendo la radio. è un incidente. Normale amministrazione, roba da due tre sigarette, cinque sei canzoni, un paio di cazzotti al volante e tutto finisce. Che ne sapete voi, o non guidanti.
In verità alla terza marlboro ed alla quinta negramaro non è finito un bel niente. Riaccendo la radio, le news parlano di un tir ribaltato ad un chilometro da me. Nessun morto ma tanto spavento per il conducente. E noi aspettiamo che arrivi un carro attrezzi di dimensioni planetarie a smuoverlo. Che passerà non si sa dove. La radio interrompe il suo gracchiare per donarmi gentilmente una telefonata.
-ma dove sei? dovevi solamente comprare le cipolle..
-c'è un traffico bestiale, accendi la radio, c'è un tir ribaltato, forse ne parlano anche in televisione...
-le solite scuse
Click. Comunicazione interrotta. Come la strada.
In Puglia sono più specifici dei topografi campani e la segnaletica offre informazioni maggiori. Dove c'è una strada che corre parallela, scrivono "viabilità complementare" oppure "viabilità di servizio" dimodochè gli automobilisti capiscono che ci si può servire di essa. Ma in provincia di Napoli questo non succede, quindi la imbocchi senza leggere e capire, non sapendo se ti porterà da qualche parte, quando e come. Imbocco per l'appunto questa stradina laterale, pensando che prima o poi mi porterà allo svincolo della tangenziale che la mia memoria ricorda molto vicino. Vedo scorrere alla mia sinistra l'immenso agglomerato di lamiera delle auto in fila e ridacchiando penso : fessi, perchè ve ne stati lì fermi quando potreste scorrere come me verso la libertà e verso il risotto alla milanese? Dopo poco realizzo che io sono il fesso e che i topografi campani avevano ragione, se non c'è scritto "viabilità di qualcosa" è perfchè quella strada non va da nessuna parte. Con una curva ad angolo retto a destra il nastro d'asfalto s'insinua nella campagna resa ancora più acquitrinosa dal temporale. Distese di alberi da frutto e serre a perdita d'occhio, interrotte solamente da una macchia rossa all'orizzonte. Mi avvicino e mi rendo conto che si tratta di un ombrello, ma talmente grande da nascondere totalmente l'esile proprietario. Anzi, proprietario. Mi fermo, abbasso il finestrino, lei mi sorride e dice : trenta. Dopo la cifra capisco. Io non vado a puttane e non ci voglio andare, mi ero fermato solamente per capire, le dico, lei sorride, non avrà nemmeno vent'anni. Le chiedo di salire, le offro una sigaretta. Lei accetta, mi parla di se e del suo paese lontano. Le chiedo se sa fare il risotto. Mi risponde che no, non lo sa fare, ma sa cucinare bene gli involtini di verza. Sorride, forse il riscaldamento della mia auto ha riscaldato anche il suo cuore. Rido per questa scemenza che ho pensato ed il cellulare squilla di nuovo. Io non rispondo,. chiedo alla ragazza come andare via di lì. Lei mi spiega come arrivare al parcheggio di un albergo lì vicino, che poi si collega direttamente, tramite l'uscita sul retro, al corso di un paese napoletano che finisce in -ano. La saluto, vado via. Lei sembra dispiaciuta, e forse lo sono anche io. Le indicazioni erano giuste, ovviamente. Arrivo sul corso del paesino stramorto e squilla di nuovo il cellulare. Stavolta rispondo.
-mi sono perso, sono in un paesino che non conosco ma che ha la desinenza che finisce in -ano. Come tutte le cose della mia vita che mi finiscono sempre in -ano. Si hai ragione, era solamente una battuta volgare. Un doppio senso.

domenica 15 novembre 2015

Senza senso

Le riviste delle sale di attesa dei medici sono tutte uguali. O parlano di gossip. O parlano di medicina. O parlano di cucina. O parlano di nulla. Oppure di tutte e tre le cose insieme. Oppure non ci sono riviste. Così quando ho un appuntamento preferisco portarmi le mie. Il problema è che quando ne rimetto una in borsa gli altri che aspettano pensano che la stia rubando. A quel punto vorrei dire agli occhi altrui ed indagatori "guardate che questa rivista è mia, il dottore non compra queste cose", ma mi rendo conto che è inutile, se sono qui hanno altro a cui pensare, come me.
è il mio turno, la segretaria mi dice di entrare. Io dovrei finire l'articolo ma pazienza, rimetto la rivista in borsa ed una donna sulla settantina mi guarda, io le dico a bassa voce "guardi che è mia", e mi alzo.
Il medico sorride sempre, si alza appena dalla sedia e mi stringe la mano, ha la cravatta sotto il camice, e una camicia bianca.
-allora come va?
-abbastanza bene, ora cammino abbastanza bene
-ha detto due volte "abbastanza" nello stesso periodo, penso che basti..
-abbastanza..
-le brucia ancora dietro la schiena?
-no per ora no, solo quando cambio posizione..
-è l'anca, come prima..
-anche?
-no, solo una, l'anca sinistra...
-intendevo dire, anche l'anca?
-perchè, lei cosa pensava che fosse?
-pensavo fosse l'ernia al disco, il dolore sciatico, il nervo, il glucosio...
-cosa c'entra il glucosio?
-niente, forse mi confondevo con le analisi del sangue...quindi si tratta nuovamente della coxalgia?
-penso di sì...ogni tanto bisogna fare il tagliando alle articolazioni, un po' come ad un'autovettura. qualche iniezione e tutto tornerà come prima.
-perchè sempre le articolazioni? non vorrà significare qualcosa?
-è questione di equilibrio, non è mica facile...
-quindi il mio corpo sta dicendo che mi mancano le basi, che mi manca la terra sotto i piedi?
-o più probabilmente le manca uno scopo, un appiglio, una visione, un progetto. lei vacilla, mio caro
-e questo si proietta nell'anca?
-anche
-tutt'e due?
-no, intendevo dire "anche nell'anca"
-ho capito. certe volte sembra tutto senza senso.
-lo è, ciò che fa la differenza è solo il momento in cui lo si capisce. c'è chi ci arriva a vent'anni, chi a trenta, chi a cinquanta, chi si piazza un colpo in gola e la fa finita, e chi non ci arriva mai, e forse sono quelli che la prendono meglio.
-mi sa che ha ragione. io la saluto, le farò avere mie notizie.
-abbia cura di sè. e delle sue anche.
-a presto.
-addio.