domenica 11 ottobre 2015

Il ladro di carrelli

L'uomo attendeva seduto nella stanza del direttore, situata appena dietro il magazzino del grande supermercato. Anche se era domenica pomeriggio, c'era un gran traffico umano. A portarlo lì era stata la guardia giurata di turno, che l'aveva fatto accomodare dicendogli che da lì a poco sarebbe arrivato il direttore per parlargli. Per tranquillizzarlo, gli aveva anche detto che le forze dell'ordine non erano state ancora avvisate. L'uomo ascoltava senza prestare realmente attenzione, fissava le punte delle sue scarpe consumate pensando che era giunto il momento di cambiarle, se solo avesse saputo con quale modello sostituirle. Ma questo era un altro problema. La guardia giurata chiuse la porta alle sue spalle e dopo nemmeno trenta secondi arrivò il direttore. Quaranta/quarantacinque anni al massimo, stempiato, pancia prorompente sotto la camicia bianca con logo aziendale, montatura d'osso, cordless attaccato alla cinta. Si sedette ed esordì:
-vuole un caffè?
-no grazie.
-allora veniamo a noi. le telecamere del negozio l'hanno ripresa mentre rubava un carrello semipieno di una signora in attesa al banco gastronomia per poi recarsi alle casse. è un comportamento abbastanza strano, in tanti anni non mi era mai successa una cosa del genere, mi può spiegare il perchè del suo comportamento?
-beh, è molto semplice signor direttore, io non riesco a scegliere...
-come "non riesco a scegliere"?
-è quello che ho detto, penso di parlare in italiano..
-si certo, capisco la sua versione dei fatti, ma non mi spiego il perchè...
-beh, avete troppe cose, io non riesco a capire cosa fa per me e cosa no, e quindi prendo un carrello a caso che mi sembra abbastanza pieno. a volte mi va bene, a volte no. può capitare di prendere un carrello di una coppia con bimbi piccoli, ed allora ci trovo dentro omogeneizzati e pannolini, ma non mi è successo più di tre volte...ù
-vuol dire che non è la prima volta che lo fa?
-si certo, qui è la terza volta. per fortuna che ci sono tanti supermercati in zona, stavolta mi è andata male, le altre volte nemmeno se ne accorgono che gli hanno tolto il carrello da sotto il naso...
-e con gli omogeneizzati e i pannolini che se ne fa?
-c'è sempre la parrocchia, o qualche associazione di volontariato che raccoglie aiuti per le famiglie bisognose, insomma la miseria non manca mai...
-ma lei di cosa si occupa nella vita?
-sono un impiegato comunale, e sono solo. ho tanto tempo libero ma non so cosa farne, non riesco nemmeno a scegliere cosa comprare. e d'altronde non è solo quello che non riesco a scegliere. ha sempre scelto la vita per me, e a quest'età non so più come reagire
-ma guardi, io non ho nemmeno allertato i carabinieri o la polizia perchè effettivamente lei non ha rubato nulla, la merce l'avrebbe pagata...
-come ho fatto tutte le altre volte...
-esatto, al massimo si sarebbe dovuto scusare con la persona a cui ha rubato il carrello...
-beata lei, almeno sa cosa scegliere...
-ma non creda...nessuno in questo supermercato sceglie liberamente cosa comprare...
-in che senso, scusi?
il direttore si alzò dalla poltrona dirigendosi verso la porta
-venga con me, le faccio vedere una cosa...
insieme si diressero verso la sala attigua a quella dove si trovavano. entrando furono abbagliati da un muro di schermi, l'uomo ne contò ventin in file di cinque per quattro. ogni schermo aveva un'etichetta. c'era lo schermo "gastronomia", lo schermo "panetteria, lo schermo "sottocosto" e così via.
-questa è una zona ristretta, ed ovviamente eli non potrebbe entrarci, ma chiuderò un occhio per lei, mi sta simpatico dopotutto e la capisco. vede, in questo supermercato non c'è nessuna libertà. i consumatori sono guidati in un percorso specifico fatto di offerte, precci civetta, offerte fasulle, cartelli colorati e tante altre diavolerie che ci aiutano a svuotare i magazzini e a riempire le casse. tutto è studiato per offrire la falsa illusione della scelta, e tutti ne sono felici. lei rubando un carrello già pieno non ha fatto altro che togliersi di dosso la parvenza di libertà. implicitamente ha già capito che non c'è nessuna scelta, tanto vale far prima prendendo la scelta finta altrui. almeno ha risparmiato tempo.
-quindi sono solamente più intelligente...
-adesso non esageriamo. è solamente più disilluso.
-posso andare adesso?
-vada pure, ma non metta piede qui nel mio supermercato almeno per un paio di settimane. e per la prossima spesa faccia così, prenda il volantino che le inviamo a casa, cerchi con un pennarello rosso i prodotti che le piacciono di più e poi venga qui con le idee già chiare. se ha problemi mi faccia chiamare e assieme riempiremo il carrello.
-grazie direttore. e buona domenica.
-anche a lei.
l'uomo guadagnò l'uscita di dietro e si ritrovò nel parcheggio. vide la coppia a cui aveva preso il carrello caricare il bagagliaio, gli si avvicinò e in un attimo di distrazione prese un salamino che ancora doveva essere messo dentro. dopotutto lui l'avrebbe voluto pagare.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

eppure il carrello da rubare lo sceglieva! ;D

antonio ha detto...

almeno quello ;)