lunedì 15 giugno 2015

Ontologia

Oggi è domenica, il 14 giugno per la precisione, ed è ancora Sant'Antonio. Si è vero, era ieri, il 13, ma se hai un banchetto di animali con pesca a 2 euro e giri le feste patronali è sempre Sant'Antonio, sia che sia venerdì 12, che sabato 13 (più giustamente) che domenica 14 (come strascico). Piero monta la sua baracca intorno alle sei, quando i palazzoni dell'edilizia popolare che si trovano alle sue spalle iniziano a fargli ombra. è una domenica dal caldo assurdo, chi ha potuto è andato al mare, chi non ha potuto è andato al centro commerciale, chi non aveva soldi da spendere è rimasto a casa davanti alla tv, ma almeno due euro per la mia pesca ce li avranno? Penso, di sì, in fin dei conti è solamente una monetina, teoricamente sarebbero quasi cinquemila lire, ma la metà dei partecipanti a questa festa patronale di questo paese giovanissimo com'è giovanissimo il sud non sa nemmeno cos'è la lira. Figurarsi a dirgli che con cinquemila lire i loro nonni ci facevano la spesa fino a trent'anni fa. Spesa buona, non di discount. Piero monta la baracca, mette bene in mostra la vasca coi pesci rossi, le gabbie coi criceti, quelle coi topolini, quelle con i pulcini, e tutti gli altri animaletti che costano si e no un euro e che quindi gli possono garantire un margine di guadagno. Si sono fatte le sette nel frattempo, il caldo non accenna a scemare ma ogni tanto un refolo di vento arriva a dare un piccolo refrigerio. Un leggerino languorino, più che altro voglia di qualcosa di buono si fa avvertire fra l'ombelico e il petto, la salsiccia del furgoncino di fronte inizia ad arrostire ed a spandere nell'aria il suo inconfondibile aroma, e così Piero decide di cenare mantendeno però sempre l'occhio vigile sulla sua baracca.
Quattro euro per un panino salsiccia e patatine? Ma non è troppo? No, non è troppo, bisogna guadagnare e poi i panini sono buoni, pazienza, Piero rinuncerà alla birra, c'è sempre la fontanella di acqua fresca e gratis lì vicino. Il tempo passa lento, in lontananza si sente passare la banda, segno che ormai la processione è quasi terminata. Tra poco arriveranno i clienti, e bisogna essere pronti. Alle otto in punto arrivano una coppia di fidanzatini, lui on maglietta aderente che evidentemente non può permettersi vista la trippa, lei con tacchi così alti che a momenti non riesce nemmeno a camminare. Lui sfodera dal portafoglio i venti euro che non ha spicci, e Piero caccia tutte le monetine che gli erano rimaste dalla fiera precedente per dare il resto al ragazzo, Pesca amò, dice alla fidanzata, che dalla ruota pesca il rotolino di carta col numero 63. 63 è pesciolino, Piero già lo sa. Fa per prendere la retina e la bustina, ma la ragazza prontamente si lamenta, amò non lo voglio, puzzano e muoiono presto, così il ragazzo questionando con Piero si accorda per un topolino, che è bianco e tanto carino, non come quelli di fogna che sono grigi e grossi come gattini. Vanno via, lei con la gabbietta che è costata altri 5 euro, lui col sacchetto di mangime che è costato altri due euro. Almeno qualche spicciolo è tornato in cassa. Seconda visita, famigliola rumorosa e numerosa. Pesca la più piccola, avrà si e no cinque anni. 42. 42 è topolino, Piero già lo sa. La mamma comincia a dar di matto in dialetto strettissimo che comprende solamente suo marito e qualcun'altro del suo condominio. Ed anche stavolta Piero è costretto ad andare contro i voleri della dea bendata, e a consegnare un pesciolino, sperando in una vendita supplementare di boccia e mangime, ma sembra che già abbiano tutto, così salutano e vanno via . E vanno e vengono tante altre persone, per fortuna, ma nessuno che accetta volentieri il destino segnato dal bigliettino. Tutti cambiano animale, ma allora Piero si chiede ad alta voce che cavolo la fate a fare la pesca, se poi non vi va bene quello che vi capita? Lo fanno apposta per rompere le palle, gli risponde il giostraio accanto alla sua baracca. Un tempo anche lui faceva una pesca, poi si è stancato di far decidere sempre a loro, continua in un flusso di coscienza non richiesto, ed ora lascia lanciare palle contro i suo birilli di latta che sono pesantissimi e non cadono mai. Almeno lui è l'artefice del suo destino. Ma Piero tutta sta' pippa sul libero arbitrio applicato alle feste patronali non l'aveva richiesto. Ringrazia e ritorna al suo pubblico, una coppia di mezz'età che pesca il solito pesciolino, solito rifiuto da parte di lei, ma stavolta Piero s'incazza, prende prima un bastone di legno per indicare quant'è chiara la scritta "pesca" e poi con la stessa mazza cerca di colpire l'uomo di mezz'età, che non solo è veloce di riflessi, ma è anche carabiniere, e le manette le tiene giusto dietro la giacca, e la pistola nella fondina dietro il polpaccio, ma non ce n'è bisogno. Piero finisce la serata in caserma con l'accusa di tentata aggressione, il processo poi chiarirà tutto, con l'avvocato imbastiranno una storia di esaurimento nervoso. E per dare più peso alla tesi Piero decide di andare dallo psicologo. Preme sulla scritta "Giorgi" al citofono e dopo sei piani di ascensore l professionista lo accoglie nel suo studio asettico e arredato alla moda, lo lascia parlare della sua vita e dei suoi problemi per circa due ore (a 25 euro all'ora) e alla fine snocciola la sua sentenza. Il suo è un problema ontologico, se si tratta di pesca di pesca si deve trattare, e davanti a questo non deve arretrare, Grazie dottore, non so proprio come avrei fatto senza di lei. Sono 50 euro. Eccoli. La ricevuta? Lei la fa per la sua pesca? No, ma io la scaricherei...se la scarica sono 70 euro. Va bene così, arrivederla. Arrivederci. Tra pochi giorni c'è la festa di San Luigi, un posto nuovo con gente alla mano, Piero è fermo ed inamovibile nel suo intento, sa che stavolta nulla lo potrà fermare. Il primo cliente è un omone grosso, con una bimba piccola al seguito.La bimba pesca il solito topolino, ma lei vuole il solito pesciolino. Ci risiamo, pensa Piero, ma stavolta è no, lo devo fare per me e per i 50 euro dello psicologo, Mi dispiace ma la pesca parla chiaro, topolino. Lo vedi questo? fa l'omone mostrando il pugno. Dice pesciolino. Mi dispiace ma è una questione ontologica. Topolino. L'omone sferra un pugno talmente lento che Piero sente prima i denti cadergli in bocca e poi vede arrivare la mano. Sviene e si risveglia in ospedale. Il primo pensiero è per la baracca. Il carabiniere che lo piantona lo assicura che è tutto sotto controllo, il furgone con le bestie si trova nel parcheggio della caserma, domani mattina, dopo aver passato la notte in ospedale in osservazione, potrà andare a ritirarlo. Ha fame? Un po'. Le chiamo l'infermiere, vediamo se ha ancora qualcosa da mangiare. Arriva subito dopo il camice bianco.
-Abbiamo pastina in brodo.
-Che pastina?
-Stelline.
-Non si potrebbero avere i tagliolini? -
-Mi scusi ma quella è pasta lunga, così si chiamerebbe pasta lunga in brodo. è una questione ontologica. -Anche lei è andato dal dottor Giorgi?
-Come fa a saperlo?

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