sabato 19 gennaio 2013

Facciamo 50 e 50

Tutti i giorni.

Alla stessa ora.

La stessa vetrina.

Il televisore al plasma lo plasmava.

Lo schermo a cristalli liquidi lo cristallizzava.

Dopo la sua visita, il commesso di turno era costretto dal titolare del negozio di elettrodomestici a ripulire il vetro

dalla bava che gli colava dal muso mentre bramava gli oggetti che con il suo misero stipendio da cassintegrato poteva solamente sognare. Si chiamava Giacomo, ed il commesso che provava quasi pietà per lui si chiamava Roberto, proprio come suo figlio minore. Giacomo passava ogni giorno al negozio d'elettronica per bramare il televisore dei suoi sogni. Così passava le sue mattinate a spasso, mentre la moglie a casa pensava al misero menage quotidiano, fatto di spese al discount, qualche ora da baby sitter o da badante ai pensionati del quartiere, gli unici possessori in questo periodo storico di uno stipendio sicuro.

Dopo la consueta sbavata Giacomo se ne andava dal tabaccaio del centro commerciale per i consueti due euro da spendere al gratta e perdi. Quei cartoncini argentati avevano tanti nomi esotici, tipo "Botta di culo", oppure "Che mazzo", ma regolarmente e sistematicamente non facevano altro che renderlo più povero di due euro, che avrebbe potuto tranquillamente spendere per la sua famiglia che ne aveva tanto bisogno. Robero sapeva del passatempo di Giacomo poichè lo vedeva grattare ferocemente ogni giorno mentre consumava il panino della sua pausa pranzo. Quel giorno però, spinto dalla compassione più che dalla curiosità, gli si avvicinò : "Anche stavolta niente, eh?" "No" "Mi sa che a forza di grattare tutti i giorni a quest'ora il televisore l'avrebbe comprato" "In un paio d'anni, forse.." "Beh, anche meno volendo.."

Il diavoletto che dormiva tranquillamente sulla spalla di Roberto improvvisamente si destò, e gli sussurrò all'orecchio un'idea che gli girava in testa da qualche giorno. ROberto considerò il satanico consiglio molto attentamente, e decise di renderne partecipe anche l'altro diavolo che aveva di fronte, sicuramente povero.

"Se lei tiene tanto a quel televisore io potrei farglielo avere per la metà.." "come?" chiese Giacomo sussultando. "Vediamoci tra dieci minuti nel parcheggio sotterraneo, lì non c'è mai nessuno" "ok", rispose Giacomi inebetito, con ancora la monetina da dieci centesimi con la quale sfidava ogni giorno la sorte in mano.

Dopo esattamente otto minuti si trovarono nella macchina di Roberto, una vecchia Opel Corsa color granata parcheggiata dietro un pilastro del parcheggio sotterraneo del centro commerciale, ben riparati dalle telecamere di sorveglianza. Roberto spiegò brevemente la sua idea a Giacomo. In pratica, per soli 350 euro gli avrebbe consegnato il televisore nuovo di zecca da lui tanto agognato, dal valore commerciale di 700 euro. Tutto ciò che doveva fare era coaudiuvarlo nel furto dello stesso, facile facile come bere un bicchiere d'acqua, in quanto Roberto, da tempo in rotta con la direzione del negozio, era riuscito a farsi una copia personale delle chiavi del magazzino ed aveva memorizzato alla perfezione i codici di disattivazioni dell'antifurto. D'altronde non era stato tanto difficile, la sequenza numerica non era altro che la data di nascita della moglie del titolare, scoperta su Facebook. Tutte le sere vedeva il dottor Consono inserire sul tastierino numerico i numeri 210872, e per quanto era rincoglionito era più che certo che non li avrebbe mai modificati. L'angioletto sulla spalla destra di Giacomo cominciò a menargli una pippa tremenda sull'onestà, sul senso del dovere e sul comandamento che proibiva di rubare, ma fu subito zittito dal diavoletto che dalla spalla sinistra fece il giro della nuca di Giacomo per stenderlo con un destro alla mascella. Così Giacomo si accordò con Roberto per eseguire il tutto la notte stessa, promettendogli solamente 50 euro da versare subito ed il resto in comode rate mensili. Dopotutto Roberto era un ragazzo comprensivo, ed onesto. Sciolsero così la temporanea assemblea automobilistica ed ognuno ritornò ai suoi impegni, Roberto a gestire lamentele e richieste di clienti ottusi ed ignoranti, Giacomo a casa davanti al vecchio tubo catodico che presto avrebbe avuto un successore più che degno. Ancora non aveva trovato la scusa da raccontare alla moglie per il nuovo arrivo, ma pensandoci bene realizzò che sua moglie, messa dinanzi all'opportunità di poter assistere alla venticinquemilesima puntata di "Corna metropolitane" in full hd su 42 pollici non avrebbe fatto poi tante obiezioni. La scusa casomai dovette trovarla per uscire a mezzanotte, e non fu nemmeno tanto difficile sempre grazie al suo diavoletto che gli suggerì di inventarsi la storiella di un amico cacciato di casa dalla moglie o ricoverato d'urgenza al pronto soccorso a causa di un'incidente stradale. Imposto sul cellulare l'auto chiamata alle 23 e 30, ed alle 22 era già a letto. Precisa l'autochiamata arrivò all'orario stabilito, Giacomo rispose fingendosi addormentato, poi sorpreso, infine angosciato, mentre la moglie accanto a lui lo guardava preoccupata, temendo una relazione extra coniugale malcelata. Si vestì in fretta ripassando mentalmente le istruzioni di Roberto. Arrivare poco prima della rotonda che conduceva al centro commerciale, mettere del cartone sulla targa, dirigersi al deposito del negozio di ROberto dove avrebbe aspettato quest'ultimo che nel frattempo si era acquattato dietro una siepe lì vicino, completamente vestito di nero, passamontagna compreso. Dall'ingresso nel deposito avevano solamente cinque minuti di tempo in totale, prima che le telecamere di sorveglianza li avvistassero mettendo in allarme i controllori alla centrale della vigilanza privata che si trovava a circa dieci chilometri dal centro commerciale. La via di fuga sarebbe stata ovviamente nella direzione opposta a quella che avrebbero eventualmente percorso le guardie giurate.

A mezzanotte precisa i due novelli Arsenio Lupin si trovarono al luogo pattuito. Senza nemmeno scambiarsi una parola entrarono facilmente nel magazzino, Roberto digitò alla cieca il codice e la pesante porta blindata della stanza dov'erano celati i tv si aprì facilmenta come la caverna di Alì Babà. Il pomeriggio Roberto aveva avuto premura di mettere il televisore separato dagli altri, in modo da essere riconoscibile anche alla fioca luce della torcia. Lo presero in due, poi si diressero verso la porta chiudendola alle loro spalle. Uscirono rapidamente, e fu a quel punto che a Giacomo sorse un dubbio : e se all'interno della scatola non ci fosse stato nulla? Si fidava di Roberto, ma preferiva comunque controllare. Sottovoce chiese al suo compagno di aprire la scatola per controllare il contenuto, Roberto rispose che era pazzo a fare quella richiesta mentre molto probabilmente i vigilantes stavano per arrivare a sirene spiegate, ma Giacomo non volle sapere ragioni, e così cominciò a tirare l'involucro dalla sua parte. Fu un attimo. Le mani guantate (per non lasciare traccia) di Roberto persero la presa, così come quelle di Giacomo fecero lo stesso per la  sorpresa. Nel silenzio di quella notte scura si poteva sentire solamente il rumore di millemila cristalli liquidi spaccarsi contro l'asfalto del parcheggio. I due restarono per due secondi come inebetiti, poi Roberto si infilò nel cespuglio da dove era uscito per scappare chissà dove e Giacomo risalì in macchina ripartendo in quarta, pensando a cosa raccontare alla moglie una volta a casa.


Published with Blogger-droid v2.0.4

Nessun commento: