domenica 4 novembre 2012

L'importanza di essere zero


Prendi una sedia.
Siediti davanti ad uno specchio.
Ora guardati. L'immagine che hai di te non è quella che gli altri percepiscono. La maggior parte di coloro che ti circondano, se non  tutti, non hanno la minima idea di cosa c'è dentro di te, di cosa ti passa per la testa. Einstein diceva di essere sicuro solamente di una cosa, della stupidità umana. In realtà l'unica cosa di cui si deve essere certi è la cattiveria. Si potrebbe anche essere certi dell'egoismo, se esistesse. Perchè in realtà non c'è nessun egoismo, se si dà per certo l'assunto che solo noi possiamo salvarci. Perchè non c'è nessun affetto e nessun amore. Sono due cose palesemente inventate da poeti poveri di spirito e d'intelletto che hanno ben capito che una penna è più leggera di una zappa. Quello che viene comunemente chiamato amore potrebbe essere tranquillamente ricreato in laboratorio da uno studente di chimica alle prime armi, o ai primi alambicchi. Non si ama mai per il presunto "bene" verso un'altra persona, ma solamente per soddisfare sè stessi ed il proprio ego. Paradossalmente quindi, l'amore è il sentimento più egoistico che si possa provare verso un'altra persona. Si ama per il proprio anelito d'immortalità, per tenere il più lontano possibile la signora con la falce, oppure come diceva Tenco, perchè non si ha niente da fare. La soluzione è solo una, quella di essere come foglie al vento o come giunchi trasportati dalla corrente. Essere zero, il numero che è tutto e niente. Prendere tutto il bello della vita, godere della bellezza insita nelle piccole cose, e stupirsi più spesso, senza vergognarsi di apparire ridicoli e non ascoltare mai i consigli di chi ti sta accanto. Tanto non c'è nessuno di quelli che conosciamo che alla fine di questo viaggio terreno ci saprà dire perchè siamo arrivati qui, perchè siamo qui e dove andremo a finire.
Quante coltellate meriterebbero i nostri genitori per averci messi in questo casino senza uscita?

1 commento:

wasp ha detto...

tante...