lunedì 6 agosto 2012

Carta da regalo

Il più era fatto.
Non è mai stato semplice per me sceglierle i regali. Odio i regali, odio farne ed odio riceverne. Così come odio le feste ed i festeggiamenti e gli auguri. Ma a lei i regali piacevano tanto, ma tanto tanto. Era la luce che le si accendeva negli occhi a farmelo capire. Lo stesso riflesso che si poteva percepire in un diamante. Ma non era quello il regalo che le avevo preso. Non me lo potevo permettere, e lei lo sapeva. Ma dopotutto, ciò che portavo ora in mano, rinchiuso in una banalissima scatola di cartone ondulato, le sarebbe piaciuto lo stesso, ma ovviamente non potevo consegnarglielo così. Mi mancava ancora la carta da regalo. Un semplice foglio di carta colorato, decorato a motivi più o meno originali, atto ad abbellire un'involucro.
Posai la scatola sui sedili di dietro, e ripartii accendendo l'aria condizionata per combattere la calura asfissiante. Non accesi nemmeno l'autoradio, ero troppo fisso sui miei pensieri, ed in particolare su di un'idea che mi ronzava in testa da un paio di giorni : è più importante il contenuto oppure il contenitore? E se una carta da regalo troppo vistosa e colorata rischi di affogare tutto il resto, vanificando il valore del contenuto che ricopre? Qual è l'immagine che arriva prima? Mentre ero perso in questi pensieri arrivai davanti alla cartoleria. Parcheggiai in doppia fila, non chiusi nemmeno la porta dell'auto ed entrando mi misi a sfogliare la rastrelliera con i fogli ben stesi. Una fila enorme di carte colorate che non aspettavano altro di uscire dal negozio, come vestiti in una boutique pronti per essere indossati ad una serata di gala. Non me ne piaceva nessuno, ma nessuno nessuno per davvero. E così decisi che il mio regalo non avrebbe avuto la carta da regalo, e nemmeno la scatola. Uscii fuori, e mi diressi da lei, anche se non era ancora il momento di darle il regalo. La scatola la buttai in corsa, e la vidi spiaccicarsi sotto le ruote di un tir nello specchietto retrovisore. Il suo regalo ora era nudo nelle mie mani. E così lo avrebbe preso, senza nessuna copertura.

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