lunedì 12 dicembre 2011

Vieni a ballare a Fuorigrotta

Dal disimpegno più totale de "I Cani" ad un concerto
che definire politico è alquanto riduttivo. L'ipertricotico
cantautore molfettese atterra con il suo pirotecnico
show al Palapartenope di Napoli, che per l'occasione si
riempie di circa tremila fans. Il concerto inizia in maniera
svizzera alle 21.40, dalle 21.30 previste, ed è un vero spettacolo
non solo per le orecchie, ma anche per gli occhi. Ogni canzone è preceduta
da un siparietto multicolore dove Michele e la sua variegata band introducono
il pezzo che di lì a poco andranno ad eseguire. Molti sono i pezzi
tratti dall'ultima fatica discografica (Kevin Spacey, Sono il tuo sogno eretico, Il dito
medio di Galileo, La fine di Gaia, la reggaegiante Legalize the premier, etc. etc.), ma
non mancano le incursioni nel penultimo disco "Le dimensioni del mio caos" (la super-hit "Vieni
a ballare in Puglia", Abiura di me, Cacca nello spazio, Eroe). Breve incursione in "Habemus Capa"
con "Inno Verdano" ed "Epocalisse", così come "Verità Supposte" con l'inno antirazzista
"Vengo dalla Luna" e "Iodellavitanonhocapitouncazzo". Da fan sicuramente sono
rimasto deluso per l'estromissione dalla scaletta di pezzi come "Ilaria condizionata", "La
Grande Opera", "Giuda Me" (fondamentale se ti trovi a Napoli), ma d'altronde è meglio
così. Capa non ha mai voluto essere intrappolato nel clichè del cantante-tormentone,
quindi ad un suo spettacolo difficilmente si sentirà più "Fuori dal Tunnell", canzone
che fu profondamente fraintesa diventando paradossalmente inno di quel divertimento cazzaro
che in realtà voleva stigmatizzare. Un buon spettacolo, a conti fatti, forse un pò breve
e dall'acustica scadente, ma la colpa è solamente da addebitare alla tensotruttura del Palapartenope.
Mi piacque di più quando lo vidi a Salerno in piazza, ad essere onesti.

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