martedì 6 dicembre 2011

Quella sera di un giorno da "I Cani"



Tutti ne parlano, o quantomeno ne hanno parlato. Dopo i primi singoli lanciati in rete più di
un anno fa, a giugno finalmente "I Cani" pubblicano il loro disco, intitolato ironicamenente
"Il Sorprendente Album D'esordio Dei Cani". C'è si spella le mani in applausi, chi li bolla
semplicemente come l'ennesima bufala del mercato discografico (ma di quale mercato parliamo,
quello di Emule & co.?), chi li osanna come la voce degli anni '10, etc. etc. Insomma, se
volevano solamente far rumore ci sono riusciti in pieno. E non solo musicalmente parlando
(una miscela micidiale di scarne basi elettroniche miste a sfuriate pop-punk, sulle quali
imbastire storie più o meno improbabili di hipster e ragazzini protofascisti della capitale),
ma sfruttando abilmente i social network e un modo particolare di porsi, sono riusciti
ad ottenere al MEI il premio come band rivelazione dell'anno. Meritato? Non meritato? C'è
un solo modo per capirlo, e cioè vederli dal vivo in occasione della loro prima data partenopea
alla Galleria 19 di via san Sebastiano. Parto con un discreto anticipo, ma faccio in tempo
a rimanere imbottigliato fra Torre del Greco e Portici per un incidente, probabilmente
causato dalla pioggia che nel frattempo comincia a cadere copiosa. Alle 9 e mezza arrivo,
grazie al mio navigatore, nei pressi della via suddetta, ma avevo dimenticato di inserire
la modalità De Magistris : le cose sono cambiate nei pressi di Piazza Dante e zone limitrofe,
così mi becco qualche occhiata indiscreta dai varchi elettronici. Pagherò qualche multa?
Lo scopriremo solo vivendo. Ormai è tardi, "I Cani" con il loro sorprendente show d'esordio
mi aspettano. Mi riduco a parcheggiare dalle parti della questura centrale, un kekab ed una
birra al volo giusto per non pogare a stomaco vuoto, ed entro nel locale. Piccolo, carino,
molto curato ed accogliente, ma dentro fa così caldo che bisogna stare a mezze maniche.
Pazienza, tanto ho addosso la maglietta dei Crystal Castles venuta direttamente dal Canada
che stasera, oltre ad inzupparsi completamente, farà la sua porca figura. Prendo la mia consumazione gratuita (una pessima capiroska, fatta con lo sciroppo invece che con le fragole) e mi avvicino a fumare nei pressi del palco, dove scopro con piacere che non sono l'unico ad andare
ai concerti da solo. Dicevo, faccio la conoscenza di una simpatica indie-girl con la quale mi
intrattengo per il resto della serata. Manca poco all'inizio del concerto, "I Cani" entrano in
scena e cominciano a sparare i loro pezzi negli amplificatori. Niccolò, il frontman, in occhiali
neri e maglietta azzurra, se ne sta sulla destra invece che al centro del palco. "I Pariolini di 18 anni", "Le Coppie", "Wes Anderson", "Post Punk", una ad una il gruppo ripropone i loro successi,
fino ad una inattesa "Con un deca" degli 883, che manda il pubblico in corto circuito generazionale. Mi guardo intorno ed infatti sono pochissimi i giovanissimi, appunto, a conoscerla. E mi rendo conto, definitivamente, di quanto sono vecchio. Chiusura col botto con la hit "Velleità", con la bella sorpresa del tastierista che prende il mano il mio cellulare per continuare le riprese (cfr. il video qui sopra).
Concerto bellissimo, senza se e senza ma. Non saranno una band tecnicamente eccellente e dai
testi impegnati e profondi, ma il loro porco dovere di intrattenitori (farti sudare fino al midollo)
lo fanno egregiamente. Lunga vita a "I Cani".

2 commenti:

Morgan Oakley ha detto...

Che dire, speriamo in una bella replica stasera a Catania!! :D
Il video lo vedo quando torno però xD

Ps. Si esige il post del concerto di Caparezza!

antonio ha detto...

Ok! Il post ci sarà :D
Com'è andata a te? Hai abbaiato pure tu? XD