giovedì 1 dicembre 2011

La morte dell'elettronica di consumo salernitana

Ho sempre amato in maniera particolare la tecnologia fin da bambino, ma se debbo
dire qual'è il mi primo ricordo di un'acquisto legato a quel mondo credo che
la mia memoria debba fare fast forward fino al 1994, quando a 14 anni mi comprarono
il mio primo hi-fi come regalo per la promozione all'esame di 3° media. Ricordo chiaramente
il Philips che mi fu comprato da Picciotti, che all'epoca aveva ben tre negozi (uno di
elettronica, uno di arredamento, uno di abbigliamento). Poi da un giorno all'altro
il suo imperò scomparì, si seppe poi travolto da un'imponente mole di debiti. Non fu nè
il primo nè l'ultimo negozio di elettronica a chiudere a Salerno, ma oggi ci ripensavo
poichè, tra pochi giorni, con la definitiva chiusura di Siniscalchi, l'elettronica di
consumo a Salerno smetterà di parlare salernitano. Non so se già lo sapete, ma al suo
posto arriverà il colosso tedesco dell'elettronica Mediamarket, titolare dei negozi
ad insegna Mediaworld e Saturn. E questo non è nulla. A breve, nei pressi del forte la Carnale,
aprirà un nuovo negozio della catena Tufano, molto famosi per il bombardamento mediatico
su tutte le emittenti locali. E non è certo il primo caso in cui il capitale napoletano
prende possesso del nostro territorio. Rimanendo a via Wenner, Euronics, già Spadaro (famiglia
di Sant'Anastasia) poi fallito, ha lasciato il posto ad Expert, della famiglia Somma, sempre
del napoletano. Stesso discorso per il Trony della galleria Mediterranea, della famiglia
Falco di Striano, e di Expert Parente, sempre di quelle parti. Casertani, di Orta di Atella
per la precisione, sono i Damiano proprietari del marchio Eldo, in cattive acque in questo
momento, per usare un eufemismo. Forse i miei lettori sono troppo piccoli per ricordarlo,
ma fino a qualche anno fa c'erano negozi come Tambone e Baggiano & Cavaliere, ora il nulla,
in pratica. Che l'imprenditoria salernitana non sia più in grado di investire in questo
settore chiave dell'economia (basti pensare all'exploit della telefonia e della fotografia
degli ultimi dieci anni, i margini di guadagno ci sarebbero eccome), e che pensi ad investire
solamente in outlet, bar e centri scommesse? Oppure dietro all'invasione del capitale
napo/casertano c'è qualcosa che non è del tutto chiara?

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