martedì 8 novembre 2011

Luci ed ombre

Roberto Saviano scrisse una volta che, proponendo al noto critico Goffredo Fofi un racconto dal tono fantastico, gli fu risposto che sarebbe stato meglio per lui affacciarsi al balcone e scrivere ciò che vedeva. Il resto è storia (letteraria) recente. Voglio seguire anch'io il consiglio di Fofi, e parlare del mio quartiere stavolta, mettendo per un attimo da parte le mie velleità di scrittore artistoide. Abito da più o meno trent'anni a Torrione, quartiere movimentato e popoloso, situato al centro esatto della città di Salerno. Ho il presentimento che, presto o tardi, Torrione diventerà un quartiere a prevalenza cinese. Le prime avvisaglie già si possono avvertire (tre negozi di cianfrusaglie a pochi centesimi, e due ristoranti cinesi), d'altronde via Paolo Sarpi a Milano mica è nata in un giorno, no?
Comunque, Torrione è sì un quartiere popoloso pieno di bar e centri scommesse, ma la sua vera anima la svela il sabato mattina, quando il mercato rionale di via Robertelli riesce a paralizzare un intero quartiere. Ed è proprio presso questo mercato che è possibile toccare con mano il peso della crisi economica e sociale di questi tempi. Accanto all'edicola che espone in maniera (presumo) abusiva i personaggi della Looney Tunes sulla sua insegna, c'è una signora anziana che cerca di sbolognare un'insieme di merce presumibilmente racimolata dando fondo ai suoi cassetti o alla sua cantina (se ce l'ha). La signora in questione vende di tutto, cravatte, scatole di biscotti, libri, cartoline, qualsiasi cosa vi venga in mente lei ce l'ha. Fa davvero una pena infinita vedere una persona di quell'età che, chissà per quali motivi, è costretta ad elemosinare in tale maniera qualche spicciolo. Tutto ciò mentre il nostro munifico comune butta al vento 5 (dicasi cinque) milioni di euro per gli obbrobri d'artista, dette anche luci, spinti dalla grancassa mediatica della tv di regime che non si può nemmeno lontanamente paragonare all'istituto Luce (almeno loro avevano una dizione ed una proprietà di linguaggio adatte alla diffusione al pubblico). E meno male che il sindaco De Luca si atteggia a comunista cantando in un noto video "Bella Ciao" accompagnato dalla chitarra, mentre i nostri anziani arrancano e non hanno i soldi per pagare medicine, bollette ed affitti. Sindaco, ma vaffanculo va.

Nessun commento: