martedì 29 novembre 2011

La moda del lento

Ho più freddo adesso Di quando tanti anni fa La neve bianca mi gelò La giacca a vento
So che tornerà fra 100.525 anni La moda del lento - F.Bianconi

Brutta cosa le abitudini. Ti fanno perdere contatto con la realtà e con le esperienze di coloro che ti circondano. In parole povere, ti fanno perdere l'empatia. Salerno sarà anche piccola e industrialmente insignificante, ma la sua cosiddetta "zona industriale" (che sarebbe più corretto definire "commerciale") se percorsa a piedi sembra enorme. Un pò come la storiella della luna che quando sei bambino ti sembra più lontana. Tutto è relativo, diceva Einsten. E quindi. Mi trovavo stamattina in questa landa desolata che ricalcava abbastanza la brughiera de "Il Mastino di Baskerville" di Conan Doyle, tra lupi e nebbie, per forza di cose, in pratica per la revisione obbligatoria della mia vettura, ultimamente messa a dura prova per degli estenuanti tour tra i monti picentini. E quindi. Lasciata la mia fiestarella in officina me ne vado bel bello in direzione della fermata del bus, che guarda caso è sempre troppo lontana (ma questa legge Murphy non l'aveva mica scritta!), e qui mi rendo conto che percorrere una strada a 100 all'ora è un pò diverso rispetto all'andare a piedi, ma giusto leggermente, eh. Se non altro ho avuto tutto il tempo per riflettere, e 3/4 d'ora dopo, salito sul bus, scrivere sulla mia fida agenda quello che state leggendo ora. Che poi, tutto sommato, non so manco cosa volevo dire, ma essendo una persona sola avevo bisogno di sfogarmi, se non altro sfogarmi adesso. Vabbè, comunque devo trovare la giustificazione per il titolo del post. Riappropriamoci dei nostri tempi, non corriamo, non è necessario fare 100 o 150 chilometri in una sera, anche stare fermi in un parcheggio a chiacchierare e fumare, se ci si vuole bene, può essere davvero bello.

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