martedì 11 ottobre 2011

La lunga estate caldissima

Premessa : ora che il caldo sembra quasi finito possiamo ragionarne a mente sgombra.

Luigi aveva novant'anni. Una vita passata nelle ferrovie dello stato come capostazione, un lavoro massacrante portato avanti con dedizione e passione. Al freddo e con la neve, col caldo e con il solleone. Ma il caldo dei suoi anni era diverso, però. Luigi non ricorda di aver mai vissuto un'estate così. Un caldo allucinante sin dalle prime ore del mattino, coi telegiornali e i bollettini della protezione civile ad amplificare la sensazione di oppressione. Ma non ce n'è bisogno. Il caldo c'è, a luglio come ad agosto, anzi all'ultima settimana di agosto, che di solito è più fresca, è in arrivo la famigerata bolla africana. Che poi cosa sarebbe stà bolla africana, Lugi sa solo che sono le nove, bisogna scendere a fare la spesa e fa già così caldo che la camicia si attacca alla schiena. Alla sua età non è più il caso di portare i pantaloncini. Chè per lui sono sempre stati sinonimo di gioventù, quell'attimo della vita che si fugge tuttavia, e che per lui è fuggita da un pezzo. I figli sono ancora in villeggiatura chissà dove, non è che le destinazioni di Easyjet si capiscano così bene al telefono. Pazienza, un altro agosto passato da solo, come sempre da quand'è vedovo. Ma non faceva tutto stò caldo quando ancora poteva passare qualche giorno ad Acciaroli con sua moglie Assunta, che il cancro gli ha portato via dieci anni fa. Luigi va al mercato, compra tanta frutta come dice il telegiornale, e beve almeno due litri d'acqua, anche se non ha sete. Così ha detto la televisione, che a differenza dei figli non ti lascia mai solo anche ad agosto. A pranzo un pò di pomodori all'insalata, giusto un pò di cipolla, tanto chi ci fa caso all'alito di un novantenne. Giusto il tempo di riordinare la tavola, e Luigi si mette a letto a riposare. Ma fa troppo caldo, il sonno non arriva e la casa sembra un forno. Ed allora perchè il telegiornale dice di non uscire nelle ore più calde, se a casa fa così caldo? E se facesse come dice il governo ed andasse a rinfrescarsi al centro commerciale? Già, e come arrivarci senza nessuno che ti accompagna? Pazienza, meglio cercare di riposarsi, stendersi a pancia in su e pensare a quando andava a mare con la moglie e i bambini piccoli, e l'acqua, anche se era agosto, era sempre fredda chè il piede esitava sempre un pò ad entrare dentro. Ma ora è tutto lontano. Luigi sente che non ce la fa. E' un attimo, l'ultimo respiro è esalato. Muore solo sul suo letto, Assunta l'aspetta in quello che forse si chiama paradiso, chissà. Forse i vicini sentiranno la puzza.

Questo post, tragico come sempre, è dedicato a tutti gli anziani ed a tutti quelli che giustamente soffrono il caldo. Solo dei coglioni inutili e debosciati possono amare il caldo, il sole, il mare e tutta la prosopopea del cazzo che ci rende ultimi fra gli ultimi. In finale, un grande vaffanculo a tutti i governi della nostra storia repubblicana che non hanno mai fatto nulla per alleviare le nostre sofferenze estive.

Nessun commento: