giovedì 15 settembre 2011

L'autostrada delle pummarole

Non è così semplice. Quando ci si siede ad un tavolo e si ordina una pizza, quel pomodoro, prima di finire sul nostro disco di pasta passato nel forno a legna, ha fatto tanti chilometri tra un campo di Foggia ed un'industria conserviera di Nocera Inferiore. Lo sapeva bene Aldo, che quella strada la faceva almeno due volte al giorno nel periodo caldo della raccolta, fra agosto e settembre, quando il caldo torrido non dà tregua e fa tremare l'aria che si alza dall'autostrada. E quando sei arrivato a casa la sera, sei talmente stanco che nemmeno puoi portare tua moglie e i tuoi figli a mangiare la pizza, che senza di te forse non potrebbero nemmeno condirla. L'autostrada A16 fra Candela ed Avellino Est sembra quasi una montagna russa, il cartello verde lo dice chiaramente d'altronde "Inizio tratto appenninico. Moderate la velocità". Ma l'industria del pomodoro non conosce l'orografia dei comuni della Baronia, nè tantomeno cosa significhi ridurre la velocità. Bisogna correre, far presto, che gli stagionali sono già stati chiamati, e le catene fumanti di barattoli e vapore aspettano l'oro rosso da lavorare, mentre il Sarno puzza ancora di più e l'aria fra Nocera Superiore e Castellammare di Stabia si fa irrespirabile. Irrespirabile come le notti afose di agosto, quando Aldo non riesce a prendere sonno per il caldo e per i debiti, e per la pizza che sua moglie vorrebbe provare, magari anche un panuozzo, che a Gragnano li fanno così buoni. Quattro, al massimo cinque ore di sonno e Aldo è già pronto per caricare il suo tir, assicurare i cassoni con le funi e ripartire, tanti chilometri da macinare e solamente il baracchino a farti compagnia. La Polstrada è sempre in agguato a controllare cronotachigrafi e bolle d'accompagnamento, ma oggi sembra non vedersene tanta in giro, c'è solo l'asfalto e qualche cantiere fra Vallata e Grottaminarda, e tanto sonno arretrato. Quel sonno che si acuisce verso le due, dopo pranzo, quando lo stomaco lavora per digerire il mezzo panino trangugiato sempre in moto, che di tempo per fermarsi non ce n'è. E' un attimo, le palpebre di Aldo si chiudono proprio in una curva a gomito, il tir salta i new jersey che fanno da spartitraffico fra le due corsie, e finisce la sua corsa contro un muro di contenimento. Per fortuna non veniva nessuno in senso contrario. La strada si riempe di pomodoro, il cranio di Aldo si apre e riempie di sangue l'abitacolo. D'altronde il cartello lo diceva di andare piano.

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