giovedì 25 agosto 2011

Pasticceria Zuca Zuca

Premessa : quando mi addormento, oppure quando mi sto per svegliare, mi vengono in mente delle storie assurde con personaggi dai nomi altrettanti assurdi. Raramente me ne ricordo fino al risveglio, anche se non riesco mai a capire quand'è che sono sveglio e quando dormo, e viceversa. Comunque, se ne capite di elettronica, saprete che alcune delle tracce pi ù belel di Aphex Twin sono nate proprio in quella fase del sonno. Quindi, andiamoci a leggere la storia di Elena Azucar, titolare della Pasticceria Zuca Zuca (non ancora premiata).

Nomen omen, dicevano i latini. Il destino sta nel nome. Quando Elena lascio il Guatemala carica di belle speranze per arrivare a Napoli, con il suo cognome, azucar, che da noi significa appunto zucchero, sapevas già che il suo destino sarebbe stato quello di dare dolcezza al prossimo. E non potendo fare la prostituta, per bruttezza congenita che le proveniva dalla madre che era uno scherzo della natura, decise di mettersi a lavorare nella famigerata, e premiata (ma da chi? c'è qualcuno che conosce un campionato per pasticcerie?) pasticceria Gargiulo, al corso Secondigliano. C'era arrivata tramite la raccomandazione dell'associazione "Amici del Guatemala", che tra gli scopi fondativi, oltre a rubare i fondi per l'integrazione dei popoli stanziati dal comune, cercava di trovare lavoro agli immigrati più o meno regolari. Il tutto per la modica cifra di tre stipendi. Anticipati ovviamente. Com'è come non è, Elena cominciò a lavorare il giorno dopo l'Immacolata (scrivo così solo perhè mi scocciavo di scrivere 9 dicembre) quando la premiata pasticceria Gargiulo preparava la sua delizia, il panettone al capitone. Era la specialità della casa, una schifezza gastronomica partorita dalla mente malata di Gennaro Gargiulo, il fondatore della pasticceria, che dopo la registrazione di tale invenzione fu internato direttamente al Frullone. Ma, come ogni stronzata, o novità che dir si voglia, il panettone al capitone ebbe un insperato successo e fior fior di critici de "La Sera", il quotidiano più famoso in città, ne cominciarono a tessere le lodi, definendola la pietanza dell'unione fra nord e sud italia, fra la tradizione meneghina e quella partenopea, etc etc. Fatto sta che al signor Gennaro Gargiulo tutta sta prosopopea sull'unità d'Italia non l'aveva proprio calcolata, semplicemente non ci stava tanto bene con la testa ed il panettone con il capitone lo inventò per caso, scambiando il capitone per un rotolo di cioccolata. 1/continua

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