domenica 26 giugno 2011

Nessuna certezza

Fa caldo.
E certo che fa caldo. E' metà luglio fra le campagne pugliesi, fra le distese dorate di grano e covoni di fieno già raccolti, che chissà come non prendono fuoco per il caldo che c'è. Ma il caldo non penetra nell'Audi A3 con il climatizzatore regolato sui 25 gradi fissi, così i due viaggiano tranquilli guardando la campagna bruciare nell'arsura delle 4 del pomeriggio. La giornata passata al mare è stata bellissima, il Gargano gliel'avevano consigliato tutti, spiagge bianche e mare pulitissimo. Ma è ormai ora di tornare a casa, e per fortuna che c'è il condizionatore acceso, altrimenti si rischia di bruciare vivi. Per la strada non c'è nemmeno un'anima, qualche camion di passaggio che romba sopra i 100 all'ora, d'altronde è ancora mercoledì e tutti lavorano ancora. Tranne loro due nell'Audi A3, loro non hanno bisogno di lavorare, e quindi possono girare in lungo ed in largo a scoprire le spiagge più belle, prima di prendere l'aereo per la Tunisia ad Agosto. Che c'è stata anche la rivoluzione, e la situazione politica è ancora incandescente, ma le spiagge ed il mare sono quello che sono, eh. Chissà se anche in Tunisia c'è qualcuno che lascia cadere chiodi appuntiti per strada, come succede in Puglia. E l'Audi A3, guarda caso, con la strada così larga, finisce con la ruota anteriore sinistra proprio su un chiodo da 9 pollici. Ironia della sorte, quel chiodo da nove pollici si conficca nel pneumatico proprio mentre nello stereo gira un pezzo della band di Trent Reznor che si chiama proprio così. Anche se viaggiano a 110 all'ora non sbandano, giusto il tempo di accorgersi che la ruota è sgonfia e frenare, accostare sotto al ponte di un cavalcavia, e fermarsi a due metri da una puttana russa con i capelli rosso fuoco. Chissà come dev'essere per lei battere tutti i giorni con quel caldo soffocante, lei che viene dalla provincia ghiacciata di San Pietroburgo, e che il caldo della Capitanata non riusciva nemmeno ad immaginarlo. Lui scende incazzato dall'Audi, pensa che questa non ci voleva, nemmeno il tempo di aprire il portabagagli per prendere la ruota di scorta ed il crick ed è già sudato zuppo. Eppure fino a trenta secondi prima era tranquillo in macchina con la sua ragazza, con 25 gradi costanti, appagato da una giornata di mare, con la schiena asciutta, un mensile passato da papà ed un bella e potente macchina con cui godersi la vita. Ma la vita verà ti mette alla prova, foss'anche in forma di un chiodo da nove pollici. Prende il ruotino di scorta, con il quale non si possono superare gli 80 chilometri all'ora e non si possono percorrere più di 80 chilometri, e con questo caldo lo troverà un gommista che gli ripara il pneumatico? La puttana lo guarda curiosa, fuma la sua quindicesima Merit e pensa che tutto sommato quello è un diversivo nella sua monotona giornata. Lei, ancora in macchina a godersi gli ultimi spasmi del climatizzatore ormai comatoso dopo che il motore si è spento, osserva la puttana e pensa come dev'essere prendere ogni giorno decine e decine di cazzi diversi, di persone che sicuramente non hanno una perfetta igiene intima, e di sicuro non sono belli come il suo lui. Che adesso armeggia attorno alla ruota, bestemmiando buona parte del calendario perchè il suo gommista di fiducia, quando gli ha montato il nuovo treno, ha stretto i dadi troppo forte. Certo, che ci vuole, coll'avvitatore ad aria compressa è un attimo, come si vede ai pit stop di Formula Uno, trac trac trac e puoi ripartire. Ma la Formula Uno non si corre in provincia di Foggia, e le supercar non si cambiano col crick. E per questo lui bestemmia, e più bestemmia e più suda, e più suda, e più suda e più s'incazza, e più s'incazza e più bestemmia, in un circolo vizioso impossibile da spezzare. Lei seduta in macchina si sente in colpa, dopotutto l'ha scelta lei la spiaggia, e di colpo le viene in mente che alla scuola guida le hanno detto che in caso di avaria in strada, ma anche se si buca una ruota e si scende dalal vettura per sostituirla, bisogna indossare il gilet arancione. Ma lui non l'ha messo, così cercando di essere utile, lei lo prende dal cruscotto e scende dalla macchina per portarglielo. Lui la prende molto male, e nervoso e cerca solamente qualcuno o qualcosa per sfogare la sua rabbia. Con una forza sovraumana la spinge dietro di sè, senza accorgersi che in quel momento sopraggiunge un Tir che la aggangia per la vita al suo enorme radiatore, e che quando frena la scaraventa cinquanta metri più in là. Dalla sua testa esce solamente un rivolo di sangue rosso, che si asciuga molto in fretta. D'altronde, con questo caldo...

martedì 21 giugno 2011

Fatto 30, facciamo pure 31

8 giorni fa ho compiuto 31 anni. Come sempre, da quando sono nato sotto la fantasia dei miei genitori, il giorno del mio compleanno è anche quello del mio onomastico. Tutto sommato è una cosa positiva, non c'è una cosa che odio di più dei giorni di festa, e quindi gli auguri me li prendo solo una volta. Anche se era un giorno lavorativo ho preferito non andare a lavorare in virtù del fatto che, come ho detto prima, avendo un nome più diffuso della radioattività a Fukushima, qualcuno ricordando vagamente il mio nome avrebbe avuto la brillante idea di farmi gli auguri. Ed io avrei ipocritamente ringraziato, anche perchè probabilmente erano auguri sinceri, e non si può fare sempre i distaccati. Sta di fatto che odio il mio compleanno, non tanto per gli anni che passano (anzi, con l'avanzare degli anni divento più bello ed intelligente), ma per il periodo in cui cade. Fa troppo caldo, e quando fa caldo non c'è proprio nulla da festeggiare. Quindi, da oggi il mio compleanno indietreggia di 5 mesi al 13 gennaio, quando si può stare tranquillamente in mezze maniche senza bestemmiare marzianamente tutto il calendario (beninteso : io non bestemmio mai).