sabato 14 marzo 2009

Cartongesso

Questa breve poesia è dedicata a tutti i lavoratori precari, nel loro cosiddetto anno nero (ma quando mai ne abbiamo avuto uno bianco?)

credevamo che fossero muri,
ed invece erano solamente pareti in cartongesso.
di quelle che le viti si infilano dolcemente,
senza fare forza, e che servono a separare solamente
uno spazio dall'altro, senza avere la consistenza del muro,
ma dandone la parvenza dall'esterno.
così chi li vede li prende per muri,
ma non sa che con una spallata vanno giù,
e rimane il vuoto e lo spazio per metterne su un altro,
magari di carta.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

...ma chi e' l'autore di questa poesia intensa?

antonio ha detto...

Per quel che riguarda l'autore della poesia, ti posso dire che è stata scritta da me, ma per quel che riguarda l'autore/trice del commento?

Anonimo ha detto...

anche per l'autrice/ore e' stato scritto da me!!!! :-)))))

antonio ha detto...

Debbo quindi desumere che all'anagrafe sei iscritto come "Anonimo"?