giovedì 29 maggio 2008

A volte ritornano

Un ipotetico viaggiatore del tempo che si dovesse trovare in Italia in questi giorni, probabilmente penserebbe di aver inserito delle cordinate spazio-temporali errate nella sua macchina, in quanto il clima socio-politico sembra più da ventennio fascista piuttosto che odierno. Pogrom verso gli immigrati (al Pigneto e a Ponticelli), scontri fra comunisti e fascisti (se ancora si possono chiamare così) alla Sapienza (che paradosso!) accoltellamenti ed aggressioni a gay e albanesi (povero Kledi Kadiou, oltre all'onta di conoscere Maria De Filippi pure le mazzate!), mentre il papa commenta : "Sono felice del clima politico italiano". Meno male! Il tutto mentre Fini compie il tratto finale della sua inversione a U politica, definendo vergognosi i discorsi di Almirante. L'antisemitismo in Italia non fu altro che un vile accodamento da parte di Mussolini alle teorie di Adolf Hitler, e francamente credo che il maestro di Predappio nemmeno ci abbia capito poi tanto. Almirante, dal canto suo, si limitava a scrivere quattro cazzate deliranti sulla razza e sul sangue italico, senza pensare minimamente al fatto che le nostre donne nel corso dei secoli s'erano accoppiate con tutti, animali compresi. La storia ha già dato il suo giudizio su Almirante & co., il problema è che ancora se ne parli : una strada dedicata a lui non cambierebbe di una virgola la situazione attuale, bisognerebbe piuttosto pensare che tutte queste polemiche sono costruite ad arte dai media per distorcere l'opinione pubblica su ciò che sta accadendo adesso nel Paese. D'altronde, anche quando da qui a vent'anni (si spera) Berlusconi non ci sarà più, quelli che ora siedono nella sua maggioranza si affretteranno a dire che il cavaliere per vent'anni ha usato le Istituzioni repubblicane per fare solo i cazzi suoi.

martedì 20 maggio 2008

Gomorra

La prima volta che lessi "Gomorra" fu nel luglio del 2006, e la sua lettura costituì per me la pillola che inghiotte Neo di Matrix per entrare nel mondo reale. Fino ad allora frequentavo pochissimo Napoli e la sua provincia, qualche volta a fare spese sul Rettifilo, a Pompei a benedire la macchina nuova, a Terzigno a trovare i parenti, e basta così. Credevo insomma che si trattasse di una città normale, con tanti problemi, ma con la presenza costante dello Stato. Poi, il famigerato libro da una parte, e l'inizio sempre in quel periodo di un lavoro che mi ha portato in lungo e in largo in tutta la Campania, mi hanno spalancato gli occhi su di una realtà che vedevo lontana e folkloristica, sebbene abitassi a soli 54 chilometri dalla città partenopea. Da ateo, non credevo all'esistenza dell'inferno, ma visitando posti come la statale domiziana nei pressi di Mondragone, o il parco verde di Caivano, o la 167 a Secondigliano, mi sono persuaso che si tratta di cose che gli vanno abbastanza vicine. Il libro di Saviano finora l'ho letto 4 volte, e prestato a 5 persone, ed ogni volta c'è qualcosa di nuovo che scorgo nella narrazione serrata e cruda dello scrittore. Deluso troppo spesso dalle trasposizioni cinematografiche dei più bei libri che ho letto nella mia vita, mi sono accomodato al cinema senza troppe aspettative, ma per fortuna stavolta non è andata così. Il film arrivo diretto come un cazzotto nello stomaco, ed estrapola dal libro 4 storie di vita quotidiana in terra di camorra, l'educazione criminale di un ragazzino di Scampia sullo sfondo della nascita della faida di Secondigliano, il sarto dalle mani d'oro conteso fra imprenditori dell'hinterland napoletano e cinesi, i due ragazzi di Casal Di Principe che giocano a fare i boss scimmiottando Pacino di Scarface, per poi finire brutalmente assassinati dal boss locale, e lo stakeholder (interpretato dall'ottimo Servillo) che cerca nelle terre dell'ex Campania felix buchi per scaricare i rifiuti tossici delle industrie settentrionali. La regia è asciutta e veloce, i dialoghi sottitolati per i non campani e l'utilizzo di attori non protagonisti conferisce al film uan veridicità ancora maggiore. C'è solamente da chiedersi a cosa servirà questo film, se davvero il nuovo governo avrà il coraggio, o forse almeno la volontà, di estirpare il cancro che impedisce a questa terra di vivere felice.

A MeMe piace (ma poi non tanto...)

Le catene non mi sono mai piaciute, soprattutto per il motivo che non funzionano : a star a sentire coloro che me le hanno mandate, sarei dovuto morire 3 o 4 volte, perdere tutti i miei soldi e tutti i miei amici, oltre ai denti e agli arti inferiori, solo perchè non le ho inoltrate ai contatti della mia rubrica. Stavolta però, mi tocca capitolare, anche perchè Peppe mi ha tirato in ballo, e per la stima reciproca che provo risponderò. Allora, mi pare che bisogna esternare il proprio personaggio letterario e cinematografico preferiti:
- letterario : l'hidalgo Don Chisciotte
- cinematografico : Bill Murray in "Ricomincio da capo" (The Groundog Day).
Mò, il problema è che io non sono un blogger di professione, non cerco assolutamente i miei 15 mega di celebrità (come diceva il Faraone), e non tengo nessuno a cui spammare stà catena.
Mi spiace, ma per me si chiude qui.
Saluti.

sabato 17 maggio 2008

La serietà e la coerenza del nuovo governo

Berlusconi : risolveremo l'emrgenza rifiuti a Napoli
Napoli : i cumuli di rifiuti sono diventati tappeti che ricoprono tutti i quartieri, con topi e insetti sin nelle case

Castelli : da quando s'è insediato il nuovo governo, non ci sono più sbarchi di clandestini
Lampedusa : 376 clandestini sbarcati stanotte

Maroni : la violenza è inaccettabile, bisogna costruire il dialogo
Ma il suo leader non aveva i "fucili sempre caldi"?

venerdì 16 maggio 2008

Refusi Primaverili/2

Cast stellare per il film tratto dall'omonimo libro di Roberto Saviano.....ovviamente è un errore del compilatore della newsletter del Medusa Multicinema, che come il dipendente del comune di Salerno delle "Harley Davison" prende anche lui uno stipendio.

mercoledì 14 maggio 2008

Justice - Stress

La location è Parigi, i protagonisti di questo clip/mockumentary otto vandali da far paura, il regista è Romain Gavras (figlio del noto Constantin Costa-Gavras), la musica è dei Justice e ricorda in lontananza i Chemical Brothers più acidi (quelli di "Believe", per intenderci). Tutti questi ingredienti danno vita al videoclip del momento che, giudicato troppo violento e diseducativo, non viene programmato in nessuna tv musicale. Bisogna difendere i nostri ragazzi, mandiamo in loop "L'amico del cuore" della premiata ditta tatangelo&d'alessio, pregno di significato e senso estetico.

P.S.: spettacolare l'auto citazione del brano "D.A.N.C.E." che si sente nell'autoradio della macchina appena rubata.

lunedì 12 maggio 2008

Refusi Primaverili

Per la manifestazione "Primavera a Torrione" potete provare la nuova gamma Harley Davison.
E pensare che chi prepara questi manifesti prende anche uno stipendio.

Capre, l'isola della lana

Spinofftopic production presenta:

Capre, l'isola della lana

Maria è una giovane veterinaria milanese che, studiando su degli
antichi papiri egiziani, viene a sapere che sull'isola di Capre vi è
ancora una popolazione che discende appunto dalle capre, e che una
volta all'anno produce sul ventre una lana simile a quella ovina. Per
far contento il direttore della clinica veterinaria presso la quale
lavora decide di partire alla volta dell'isola, anche per far far
dimenticare al suo capo il piccolo incidente durante il quale ha
causato la morte del suo adorato cane, Pinky. Così, armata di tutte
le buone intenzioni e delle migliori forbici da cardatura, approda
all'isola di Capre, l'isola del sogno, dell'amore e della lana.
Trovandosi in provincia di Napoli, sente appena approdata l'esigenza
di togliere la giacca, che gentilmente le viene presa da due giovani
e pittoreschi abitanti del luogo. Peccato che il loro non è un gesto
di accoglienza, ma il modo di procurarsi il pranzo. Maria, ancora
stordita dall'accaduto, si reca presso la pensione "Mariastella"
prenotata tempo prima tramite internet, con vista sul mare,
idromassaggio e cromoterapia compresa nel prezzo. La camera si rivela
invece per quello che è, e cioè lo stanzino delle scope della signora
Mariastella, addobbato con due arazzi di pura lana caprese e una
brandina da campeggio. Maria è però forte, e senza perdersi d'animo
sistema le sue cose e parte subito alla volta dell'antico borgo
collinare dell'isola, Analcapre, del quale scoprirà solo più tardi
l'etimo. Qui trova riuniti in piazza gli anziani del luogo, a pancia
scoperta, a mostrare la produzione laniera dell'anno, cerimonia
segreta a cui nessun forestiero può assistere. Maria capendo la
gravità del momento e le conseguenze che potrebbe subire una volta
scoperta si nasconde dietro una colonna ionica per fotografare
l'avvenimento, quando ad un tratto viene notata da alcuni giuvinastri
che la prendono per i capelli e la trascinano in piazza al cospetto
del consiglio dei 13 anziani lanosi, le sequestrano la macchina
fotografica e la rinchiudono nella fortezza della lana caprese. Qui,
dopo due giorni passati ad acqua e zuppa di capra, capisce di essere
al centro di un terribile complotto isolano volto al mantenimento
dello stato di clandestinità del popolo caprese. Tramite alcuni
geroglifici impressi sui muri della cella capisce che in passato gli
abitanti di analcapre erano stati decimati da un commando di pastori
sardi e neozelandesi i quali, capendo che la loro lana era nettamente
inferiore rispetto a quella prodotta dagli isolani, giunsero in armi
sull'isola per uccidere tutte le donne in modo che non sarebbe più
nato nessun analcaprese originale. Riuscirono dopo aspri scontri a
raggiungere il loro intento, così in tutta analcapre non rimane
alcuna donna. Ma vi erano ancora le capre, e agli analcapresi venne
in mente di imitare i sardi nei loro rapporti d'amore con le capre,
scoprendo così che le capre partorivano dei perfetti essere umani,
con una qualità di lana ancora migliore della loro, e dando nome alla
località dove vivenano, Analcapre, dedicandosi anche alla sodomia
verso le piccole ed indifese capre. Ancora stordita dal come aveva
fatto a capire tutte queste cose da quattro scarabocchi letti sul
muro, Maria non capisce che in realtà a raccontarle tutto è un
vecchio anziano del luogo, cieco e zoppo, entrato di soppiatto nella
cella con l'intenzione di accoppiarsi con Maria. Ma Maria è troppo
furba, vede la porta spalancata e riesce a scappare, correndo a
perdifiato fino a al porto dove riesce a prendere il primo traghetto
per Napoli, e a prendersi una multa per non avere il biglietto.

Se credete che questa trama sia stupida ed inconcludente, provate ad
analizzare quella di "Capri" su Raiuno...

venerdì 9 maggio 2008

Parlar chiaro

Qualche giorno fa, il sindaco di Salerno vincenzo de luca durante un'incontro con degli studenti salernitani, ha pronunciato le seguenti parole "Parlate chiaramente, senza inibizioni, come se foste a largo campo, senza parolacce però". Mettendo le mani avanti dunque, ha evitato che i ragazzi dicessero le unica cose possibili da dire ad un rappresentante del partito dei mille nomi (pci-pds-ds-pd) che ai ragazzi ha gentilmente rubato :
-il lavoro
-la casa
-la possibilità di crearsi una famiglia
-la pensione
-in una parola, il futuro
Noto con piacere che all'interno del pd si stiano interrogando sui motivi della batosta elettorale, magari se vogliono gli do io una risposta, e cioè che all'interno di una democrazia rappresentativa non rappresentano manco il cazzo.

mercoledì 7 maggio 2008

Serata Spagnola


Per un compleanno doppio carpiato come quello di Davide ed Emmanuel cosa c'è di meglio dell'accoppiata spagnola per eccellenza? Così, direttamente dalla ramblas di Barcellona, eccovi la ricetta della paella, da accompagnare rigorosamente con sangria. N.B.: anche se sa di frutta ed è leggera, la sangria è alcolica e dà luogo ad imbriacatura!

Ingredienti
250 g di riso fine,
1 pollo,
250 g di carne di maiale magra,
200 g di salsiccia,
00 g di cozze,
250 g di scampi col guscio,
80 g di olive nere,
50 g di piselli sgranati,
2 cipolle,
2 spicchi d'aglio,
4 pomodori maturi,
1 peperone,
7 dl di brodo di carne,
1 bicchiere di vino bianco secco,
1 dl di olio extravergine d'oliva,
1 limone,
1 cucchiaino di zafferano,
sale e pepe.

Pulite il pollo e dividetelo in 8 pezzi; tagliate la carne di maiale a pezzetti e la salsiccia a fettine; pulite bene le cozze; sgusciate le code di scampi ed eliminate il filino nero dell'intestino; sbucciate l'aglio e le cipolle e tritateli separatamente; pulite il peperone eliminando i semi, lavatelo e tagliatelo a pezzetti; scottate i pomodori, eliminatene la buccia e i semi e tagliuzzateli.In una padella ampia e adatta anche per il forno fate rosolare la salsiccia, aggiungetevi l'aglio e fatelo dorare: togliete la salsiccia dalla padella e aggiungete l'olio, lasciandolo scaldare adeguatamente prima di unirvi il pollo pepato re salato. Fatelo rosolare bene per una devina di minuti e quindi aggiungetevi le cipolle e la carne di maiale e lasciate insaporire per 5 minuti. Poi aggiungete i peperoni e i pomodori, salate, pepate e lasciate cuocere per una ventina di minuti, avendo cura di coprire la padella. Trascorso tale tempo, togliete i pezzi di pollo e metteteli da parte. In altri due tegami mettete le cozze e le code di scampi, aggiungete il vino bianco e insaporite con un pizzico di pepe; poi lasciate cuocere per una decina di minuti. Nel frattempo buttate il riso nella padella con la carne di maiale, lasciatelo rosolare per pochi minuti, aggiungete il brodo bollente nel quale avrete già sciolto lo zafferano, salate, pepate e disponete sopra il riso le cozze, gli scampi e i piselli. Poi mettete la padella in forno a 220° per mezz'ora circa. Prima di portare in tavola decorare con le olive nere e con il limone tagliato a spicchi.

tratta da Cookaraound

giovedì 1 maggio 2008

L'Italia è una repubblica sfondata sul di dietro

Copro(s) : dal greco antico, indica le feci, il prodotto della defecazione umana od animale

Co.pro. : in italianese moderno, post-legge 30, post legge Biagi, post "iat'tutt'affancul", indica i famigerati contratti a progetto.

Due parole dall'etimologia e dal significato differente, eppure omofone, e che fanno riflettere su quanto il lavoro oderno sia una merda.

Qualsiasi cosa in Italia oggi si fa a progetto, anche pulire ai cessi, nonostante la legge sui contratti a progetto specifichi che "non deve sussistere alcun vincolo di subordinazione fra il collaboratore e la parte committente". Come se un operatore al call center non sia subordinato a qualcuno o qualcosa nell'espletare le proprie mansioni. Un abominio simile poteva accadere solo qui da noi, un paese dove anche la cosiddetta "sinistra radicale" assume a nero o a progetto (se non mi credete, leggete qui). C'è da disperarsi ora che Bertinotti non è più in parlamento e non potrà più difendere i diritti di noi precari? Ma nemmeno per sogno, il problema è un altro semmai, e cioè il doverlo sentire sparare cazzate con la scusante stavolta di non poter far nulla perchè non lo abbiamo votato, mentre invece quando era all'opposizione non aveva i numeri per fare qualcosa, mentre era al governo non poteva andare contro Prodi, e mentre era presidente della camera doveva essere presidente di tutti. Insomma, potrà godersi con calma il suo yacht vestendo cachemire, difendendo con i denti e con le unghie i nostri diritti, sia chiaro. Anch'io, ahimè, son un co.pro., ma non mi copro il capo di cenere ben conscio che almeno ho un lavoro, certamente non garantito, ma almeno dopo un pò di tempo ho capito come funzionano le cose qui in Italia. Guai a fidarsi dei politici, e non lo dico per demagogia : avevano davanti a se da anni le distorsioni provocate dalle riforme del lavoro, e non hanno mosso un dito, provocando un paradosso tutto italiano, e cioè che il 1° maggio lo festeggiano i pensionati che hanno già dato e hanno un reddito sicuro, mentre i giovani, svuotati della loro coscienza operaia e di classe a causa di lavori troppo parcellizzati che non permettono nemmeno forme di organizzazione sindacale, stanno a girarsi i pollici, oppure a guardare il concertone in tv. Comunque sia, buon 1° maggio a tutti, co.pro., co.co.pro. e cazzate varie!

P.S.: girando in bici sul lungomare di Salerno, ho notato i nostri solerti vigili urbani manganello alla mano sequestrare ad un poverno pakistano le sue umili cincaglierie, in quattro di loro e con due macchine, senza compilare alcun verbale di sequestro, mentre stormi di parcheggiatori abusivi si posizionavano sotto i lori occhi indifferenti nei parcheggi per scooter subito dopo il bar 089. Complimenti, e buon primo maggio anche a voi!