giovedì 7 febbraio 2008

Sharare Humanum Est

Non vi è dubbio sul fatto che l'avvento di internet abbia cambiato il
nostro modo di interfacciarci con il mondo, in meglio o in peggio lo
decideranno i posteri. Tutti i settori dell'informazione, così come
quelli dell'intrattenimento hanno subito un radicale ridimensionamento
in seguito alla diffusione su larga scala delle connessioni veloci,
siano esse adsl oppure in fibra ottica, senza contare il prossimo
venturo wi-max. E' però sotto gli occhi di tutti come sia stata la
musica, o per meglio dire la sua fruizione, a subire i cambiamenti
maggiori. Com'è noto, si sta andando in direzione di una totale
smaterializzazione del supporto musicale, in pratica il pre-pensiomento
del cd. Ma, se da un lato oggi è possibile per tutti produrre la
propria musica nella propria stanzetta e senza alcun intermediario
imporsi all'attenzione della platea mondiale (citerò solo duce casi, e
cioè Lily Allen e Mika assurti al ruolo di star dopo il passa parola
via MySpace), si pone urgentemente il problema della tutela del diritto
d'autore. LA legislazione italiana in tale materia è ancora vaga, basti
pensare che si susseguono sentenze della corte di cassazione che si
smentiscono a vicenda, e che vertono principalmente sul fatto che è
legale detenere delle copie di file musicali per uso personale e non di
lucro. Ma, come dicevo, la giurisprudenza è ancora nebulosa, e pertanto
si creano delle zone d'ombra interpretative, un pò come per la
coltivazione casalinga della mariujana. Io avrei una soluzione, che
potrebbe sembrare ingenua, ma allo stato attuale mi sembra abbastanza
ficcante. In pratica, si tratterebbe di istituire un sistema di file
sharing statale, una sorta di E-Mule gestito dalla Siae per intenderci,
dove ognuno può caricare liberamente il proprio materiale (ovviamente
anche le major), per poi vedersi riconosciute delle royalty calcolate
sul numero dei download in un dato periodo di tempo. I soldi andrebbero
presi tassando le connessioni adsl ed in fibra ottica delle utenze
domestiche, basandosi sul presupposto che chiunque (anche tu che mi
leggi adesso) usa una connessione a banda larga è un potenziale
scaricatore. QUesta è la mia semplice opinione, se ci fosse un
parlamento in Italia magari la proporrei, ma per ora è sciolto.

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