mercoledì 20 febbraio 2008

La cena di famiglia/5

Scena 5

Interno. La cena è iniziata da poco, tutti protagonisti sono seduti attorno ad un grande tavolo,
Gesualdo e Valentino hanno delle grosse chiazze di pomodoro sulla maglia, Giuseppe, con la
camicia arrotolata fino al gomito mostra degli enormi tatuaggi sull’avambraccio fatti con del
semplice inchiostro nero.
G: sti’ spaghetti erano una favola! Complimenti a mia moglie!
Giuseppe(con un forte accento napoletano): Brava a’ signora, c’et fatt’arricrià! No comm a chill
schif ca fa melissa!
M: se ti fa tanto schifo non te lo mangiare, galeotto!
C: su, non litigate pure stasera! Piuttosto mi sento di dover ringraziare Giuseppe per aver trovato una soluzione all’irrequietezza di Valentino!
GI: Grazie signò!
V: ma quale soluzione?
GI: mo vedrai! Acchiappamml!!!
(scena molto concitata. Gesualdo prende dalla tasca una corda di nylon, mentre Melissa e Giuseppe tengono stretto Valentino alla sedia, poi Valentino viene legato alla sedia con i polsi e le caviglie)
V: (legato come un salame)ma che volete farmi!
G: niente a papà! Corinna prendi l’imbuto!
(Corinna prende da sotto il tavolo un imbuto di plastica, e lo ficca in bocca a Valentino)
C: non sarà sporco? Stava li per terra da più di un’ora!
G: non ti preoccupare! Signor medico, procedete!
GI: dicite a me?
C: si, quanti medici ci stanno qui?
GI: vabbè, la scienzia mi chiama!(prende dalla tasca una boccettina di vetro e ne versa l’intero
contenuto nell’imbuto, mentre Valentino si dimena)
G: ora potete liberarlo!
V: stronzi bucchini ricottari figli di zoccola fesse sguarrate che non siete altro! Che cazzo mi avete
fatto bere!(tutt’ad un tratto si calma, si ricompone sulla sedia, si mette il tovagliolo sulle gambe,
mette a posto le sue posate, si pulisce il muso) buona davvero la pasta! Mamma posso aiutarti a
sparecchiare?
G e C: Ha funzionato!
A: si, ma così avete fatto di lui un automa!
G e C: Adalgiso ma vafancul!
GI: ve lo aggio ritto, con trattamento di poggioreale tutte le medicine sono più facili da pigliare!
(Valentino si alza e inizia a raccogliere i piatti sporchi, elargendo grossi sorrisi a tutti, poi si avvia
verso la cucina)
M: peppino sei un genio! Di solito Valentino dopo pranzo faceva un rutto, si puliva il muso con la
tovaglia, cacciava un paio di scoregge e si andava a fumare una sigaretta in camera sua! Invece
sentite adesso!
(dalla cucina si ode Valentino lavare i piatti e canticchiare “andavo a cento all’ora” di Gianni
Morandi, solo che al posto di “per trovar la bimba mia” canta “per andare in Albania”)
G: forse la cura non funziona del tutto! Non mi pare che la canzone dicesse così!
C: no, che dici, l’ha solamente personalizzata coi ricordi di quando andava a comprare l’erba in
Albania coi suoi amici, e dovevano fare in fretta sennò perdevano il traghetto!
A: ed al ritorno per scappare dalla finanza!
Gi: ma mò nun ci stanno più di queste preoccupazioni! O guaglione mo nun si fumerà manco le
sigarette più!
C: ma quanto deve durare il trattamento?
Gi: l’aiuto farmacista ha detto di fare a piacere, fino a quando il ragazzo veniva modellato a piacere dei genitori!
G: allora continuiamo fino a Natale, che se le cose vanno bene il casco glielo regalo integrale!
C: ma come l’aiuto farmacista, manco un dottore si poteva consultare?
Gi: diciamo che stava in vacanza a Roma, una albergo in zona Rebibbia….
C: e poi che significa “modellato”?
Gi: e signò, nel senso che il ragazzo diverrà proprio come lo volete voi, buono, meno buono,
cattivo, eccetera….
C: ma sei un criminale!
M: non lo offendere, se no fai la fine della busta del latte!
C: statti zitta zoccola! Me lo avete fatto diventare una automa! Povero figlio mio!
Gi: signò, ma quale automa! Al massimo riuscirà a prendersi il diploma!
G: e per la laurea?
Gi: eh, questo non lo saccio, diciamo che con una dose raddoppiata oppure triplicata potrebbe
diventare pure presidente del consiglio!
G: senza conoscenze mafiose e processi in corso?
Gi: si si, proprio come se fosse un semplice cittadino!
C: (fregandosi le mani) l’idea non è male!
M: ah, mo l’idea non è male?
C: mica capita tutti i giorni di trovarsi un figlio a palazzo Chigi!
Gi: signò, ve l’ho detto, ci vuol tempo! Comunque dovrebbe farcela! Zitti che sta arrivando!
(Valentino rientra in camera da pranzo col vassoio del limoncello)
V: eccovi qualcosina per digerire meglio gli ottimi spaghetti della signora mia madre!
C: puoi chiamarmi solamente mamma, tesoro!
A: prima la chiamava “oh”, “ueh”, oppure “mà”!
(Valentino porge a tutti un bicchierino, tranne che per lui)
G. e tu a papà non ne vuoi?
V: no, niente alcool, dopo aver fatto i piatti e sparecchiato per bene, debbo finire di preparare una tesina sulla seconda guerra mondiale, e in più avevo promesso di aiutare Adalgiso coi compiti.
A: siamo arrivati a questo? Tu aiuti me nei compiti? Ma se non sai nemmeno la derivata di 1!
V: 0 virgola 1!
C: e questa da dove l’ha cacciata? Signor Giuseppe, vi meritate un premio!
(Corinna si alza dalla tavola ed estrae da un cassetto il libretto degli assegni)
Gi. Signò ma non vi disturbate…..la cifra ce la metto io!
C: mò non esageriamo, facciamo 200 euro e la mia riconoscenza eterna…
Gi: (intasca l’assegno, ma prima lo guarda controluce) siamo sicuri che è coperto? No, perché di ste cose ne ho fatte parecchie pure io!
A: e per questo stavate li!
V: (mentre sparecchia) li dove? E perché gli hai dato un assegno mammina?
C: il dottore intendeva nella sua clinica privata, e l’assegno gliel’ho dato per una visita che ha fatto a papà, che forse deve avere un nuovo polmone!
G: ma mocc’ a mamt!(si gratta i testicoli e fa le corna verso la moglie)
V: papà, quante volte ti ho detto di non fumare! Se vuoi ti aiuto io nella disintossicazione!
G: grazie, ma non ce ne sarà bisogno, vero dottore? (il dottore non risponde, essendo intento a
sorseggiare il limoncello) vero dottore? (gli da una gomitata nel fianco)
Gi: (preso di sopresa sputa tutto il limocello in faccia a melissa) scusami amore!
M: eh, scusa o cazzo! Ma guarda che hai combinato! (si alza per andare in bagno per pulirsi, mentre Valentino le porge un fazzoletto pulito) grazie tesoro della zia!
Gi: scusate ma non vi stavo sentendo! Che avete detto?
G. che non c’è mica bisogno di fare un trapianto di polmoni per un uomo come me?
Gi: come no, ce n’è bisogno, basta cacciare 10000 euro, e me la vedo io! Conosco parecchie
persone al Cardarelli che quando muore qualcuno lo prendono, gli tolgono il polmone e poi lo
ricuciono, senza che se ne accorge nessuno, poi lo mettono nelle buste per i surgelati e me lo
portano a casa, bussano e mi dicono: dottore è il macellaio! E io: salite! Poi ci mettiamo d’accordo
per il trapianto!
G: grazie per la spiegazione, ma credo che per ora non mi interessa!
Gi: a disposizione capo!
(Melissa ritorna dal bagno bestemmiando)
M: ma vedi che hai combinato! Andiamocene che vado a farmi una doccia a casa!
Gi: posso venire a dormire da te? Quell’amico dove dormivo lo sono venuti a prendere certi con dei pantaloni neri con le strisce rosse, e non mi ha lasciato le chiavi!
M: vabbè, ma te le sei tagliate le unghie dei piedi?
Gi: me le sono tagliate, puoi stare sicura! (con la mano destra le dà una pacca sul culo che
rimbomba in tutta la stanza) stasera ti faccio vedere le stelle!
M: si, come l’altra volta che non ti si alzava nemmeno!
Gi: ma stavolta tengo la magica pillolina blu! (prende dalla tasca una confezione di viagra)
C: ma vergognatevi! Fare vedere ste cose davanti a quell’anima innocente di mio figlio!
A: mà, io lo so che quello è il viagra, papà me lo manda a prendere in farmacia tutti i mesi, perché
lui si vergona e mi fa dire che è per il nonno!
(Gesualdo si gira e si mette a fischiare, e fa vedere alla moglie il segno del capitone che sguscia)
C: bravo, ma dici a papà di mandarti più spesso in farmacia!
A: mammà, la ricetta è per una confezione al mese, ma se andiamo dal dottore possiamo farcela fare quindicinale!
C: (prende dalla borsa una banconota da cento euro e la ficca nella tasca dei pantaloni di Giuseppe) me la fate la ricetta, vero dottore?
Gi: domani mattina stesso ve la porta Melissa!
C. grazie assai, e magari a coito avvenuto vi do pure un’altra mancia!
Gi: (rivolto a melissa) mi devi portare più spesso a mangiare qui, mi so fatto un cofano di soldi! (poi rivolto ai coniugi) Vabbè, grazie di tutto si è fatto tardi, noi andiamo, buonanotte (si gira verso Gesualdo facendogli il segno della figa)!
G & C: buonanotte e grazie di tutto!
C. (rivolgendosi ad Adalgiso mezzo addormentato) tesoro vai a dormire, alle faccende ci pensa
Valentino, noi ce ne andiamo a dormire!
A: ma lo avete preso per un ciuccio di fatica?
G: per una volta che fa qualcosa, lascialo fare!

Fine scena 5

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